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CALTAGIRONE |

ALBERGHI E RISTORANTI A
CALTAGIRONE
Caltagirone, comune della provincia di Catania, ha 39.225
abitanti e una superficie di 383 kmq. Situato sulle pendici
dell'Etna, ad un'altezza di 600 m. sul livello del mare,
dista 68 km. da Catania.
Cenni storici:
Sorta probabilmente nel III millennio a.C., Caltagirone è
considerata uno dei primi abitati della Sicilia. Sul colle
di Sant'Ippolito sono venuti alla luce resti di un villaggio
capannicolo risalente al periodo neolitico; le necropoli
scoperte in contrada Montagna e in contrada degli Angeli,
risalenti al secondo millennio a.C., testimoniano non
soltanto nutriti insediamenti umani in epoca molto remota,
ma per la loro analogia con le necropoli di Pantalica e di
Cassibile confermano che Caltagirone fu un centro notevole
della civiltà siciliana detta appunto Pantalica che coincise
con quella Ausonia e con l'affermazione della supremazia dei
Fenici nel Mediterraneo. Altre necropoli, oltre quelle già
citate, scoperte nei dintorni della città, sono databili al
periodo siculo e siceliota, confermando così che Caltagirone
fu colonia greca tra l'VIII ed il VII secolo a.C.. Ma del
periodo della colonizzazione greca, della dominazione romana
e bizantina non è rimasta alcuna traccia che possa colmare
un vuoto di secoli nella storia di Caltagirone, storia che
ebbe inizio con la dominazione degli Arabi, ai quali deve il
suo stesso nome. Qalat Alghiran, cioè castello delle grotte.
E alla dominazione araba risale la prima lavorazione della
maiolica, accanto a quella più antica della ceramica, che ha
costituito per secoli la maggiore risorsa economica della
città. Liberata per breve tempo dalla dominazione araba dai
Genovesi che la occuparono nel 1030 (e vi insediarono,
sembra, una colonia di Liguri, ai quali sarebbe dovuta
l'introduzione del culto di S.Giorgio), lo fu
definitivamente con l'occupazione dei Normanni, nel 1090.
Tale occupazione fu facilitata dagli stessi abitanti che
scacciarono gli arabi asserragliati nella roccia di Judica,
ottenendone, per ricompensa, dal normanno Ruggero I, un
vasto territorio ed una certa autonomia amministrativa e
politica. Nei secoli XIV e XV fu soggetta, in tempi diversi,
alla servitù feudale dei Chiaramonte, dei Moncada e degli
Alagona, ma nel 1464 fu affrancata e posta sotto il diretto
dominio della corona. Per questa sua posizione ebbe dal Re
di Castiglia Ferdinando IV e ancor più da Carlo V (al quale
Caltagirone offrì una galea armata comandata da Antonio
Gravina nella guerra contro i Turchi del 1534) particolari
privilegi e riconoscimenti. Danneggiata dal terremoto del
1542, fu interamente distrutta da quello del 1693.
Ricostruita nei primi anni del XVIII secolo, con impronta
architettonica tipica del barocco siciliano, fu arricchita
di monumenti e di edifici pubblici e religiosi, segnando
anche una progressiva ripresa sul piano economico. Nel 1799
osteggiò decisamente l'esplosione del giacobinismo in
Sicilia e nel 1818 fu eretta a sede vescovile. Nel luglio
del 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu gravemente
devastata dai bombardamenti, sotto i quali trovarono la
morte oltre settecento caltagironesi. Vi nacquero il Beato
Innocenzo da Caltagirone (XVI secolo), i figurinai ceramisti
Giacomo Bongiovanni (XVIII secolo) e Giuseppe Vaccaro
Bongiovanni (XIX secolo) e Luigi Sturzo (1871-1959),
sacerdote, sociologo e politico, fondatore del Partito
Popolare Italiano (1919) di cui fu primo segretario fino al
1923.
Cenni urbanistici: La topografia della zona è molto
movimentata e di conseguenza la pianta della città è molto
irregolare. Si distinguono due settori: il maggiore è
situato a nord-ovest ed è il più antico e il più elevato,
mentre il minore è situato a sud-est, è rappresentato dai
quartieri più recenti ed ha una pianta a scacchiera con
ampie vie rettilinee.
Economia:
Prodotti agricoli: agrumi, vino, uva, cereali, olive, olio,
mandorle, pesche. Allevamenti: ovini, caprini, bovini,
suini, equini. Industrie ed Imprese: molini, pastifici,
fabbriche di materiali da costruzione, segherie, fabbriche
di infissi, fabbriche di scope, di calzature, di confezioni,
di imballaggi, di attrezzi rurali. Artigianato: ceramiche
artistiche e lavori in terracotta (vengono ancora oggi
utilizzati i sistemi e materiali che si usavano secoli fa),
tessiture.
Beni monumentali:
Poco resta della Caltagirone medioevale: nell'abitato si può
segnalare solo il campanile di San Giorgio. Al Rinascimento,
oltre a varie opere dei Gagini nelle chiese e alla celebre
tavola della SS Trinità, di scuola fiamminga, conservata in
San Giorgio, appartengono due edifici interessanti, di
carattere insolito in Sicilia: la Corte Capitaniale, basso e
nobile edificio di gusto gaginesco, e il Palazzo
Polino-Gravina, costruito verso la metà del '500. La Chiesa
di San Francesco d'Assisi Dello stesso periodo la vecchia
Matrice di Santa Maria del Monte e la Chiesa del Gesù (ove
si conservano superbe opere di Polidoro da Caravaggio e del
Paladino). Vastissimi gli apporti dell'architettura barocca:
la Chiesa di San Giacomo, del 1694, la Chiesa del Rosario
(il cui pavimento in maiolica, benchè del 1802, rientra
ancora nella tradizione barocca), la Chiesa di San Francesco
d'Assisi. Più avanti si manifesta l'interessante opera
eclettica di G.B.Basile, creatore della Villa, bellissimo
giardino pubblico con decorazioni in ceramica e ispiratore
della caratteristica facciata di San Pietro, essa pure
rivestita di ceramiche a vivaci colori.
Caltagirone oggi:
Uno tra i più importanti centri della provincia, è noto
soprattutto per le sue fiorenti tradizioni nell'artigianato
delle ceramiche e delle terrecotte, cui si dedicano ancora
numerose piccole e medie aziende che utilizzano ancora gli
stessi sistemi e gli stessi materiali dei secoli passati. A
Caltagirone operano anche industrie operanti nei settori
molinitorio e della pastificazione, dei materiali da
costruzione e del legno. Inoltre sono presenti numerose
fabbriche artigianali di scope, calzature, confezioni,
imballaggi, attrezzi rurali e alcune tessiture artigiane.
Grazie alla fertilità dei terreni si hanno forti produzioni
di uva, agrumi, ortaggi, olive, mandorle, cereali e pesche.
Il patrimonio zootecnico conta oltre 20.000 capi tra ovini,
bovini, caprini, suini ed equini. Su Caltagirone gravitano
gli interessi commerciali di numerosi centri vicini. Buono è
l'apporto economico del movimento turistico (29.000 presenze
alberghiere annue).
Biblioteche e Musei:
Biblioteca comunale, Biblioteca dell'Istituto di sociologia
"Luigi Sturzo", Biblioteca del Museo della Ceramica,
Biblioteca del seminario vescovile "Pio IX". Musei: Musei
civici, Museo Regionale della Ceramica, Pinacoteca Sturzo,
Mostra della ceramica, Museo dei Cappuccini.
Altre informazioni:
Zone archeologiche: Colle di Sant'Ippolito, contrada
Montagna, contrada degli Angeli. Scuole (istituti
superiori): istituto professionale per l'industria e
l'artigianato, istituto dell'arte per la ceramica, istituto
tecnico agrario, istituto tecnico commerciale e per
geometri, liceo classico, liceo scientifico, istituto di
sociologia, istituto magistrale, istituto professionale per
l'agricoltura, istituto tecnico industriale.
Ricorrenze:
25 luglio: festa in onore del di S.Giacomo, patrono di
Caltagirone. 31 maggio: festa della Madonna dei Comadomini.
1-31 luglio: estate calatina. Marzo: rassegna internazionale
del fischietto in terracotta. Maggio: biennale della
ceramica siciliana. Dicembre: trofeo internazionale di
scherma. Fiere: 4-6 gennaio, 22-24 marzo, 31 maggio
(bestiame), 23-25 luglio, 22-23 agosto, 3^ domenica di
settembre, 12-13 dicembre.
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